LA BOTTA GROSSA

LA BOTTA GROSSA

LA BOTTA GROSSA
Storie da dentro il terremoto
Lunedì 20, Martedì 21 e Mercoledì 22 Novembre
Ingresso € 7

Arriva nei cinema un film documentario col sapore inaspettato e urgente delle cose reali che accadono, della vita normale in situazioni straordinarie; cinema del reale che sogna di tornare alla realtà. È quanto accade ne La botta grossa, il nuovo documentario di Sandro Baldoni, autore di un esordio folgorante come ‘Strane Storie’, e che qui trova decine di storie strane. Un film che racconta cosa è accaduto dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 che ha nuovamente colpito il Centro Italia, dopo il sisma di Amatrice. Un sisma che non ha fatto vittime, ma sfollato 40.000 abitanti, buttato giù case e paesi, con la forza della scossa più forte in Italia degli ultimi 40 anni. La botta grossa, come la chiamano in Umbria e Marche. Un racconto ‘da dentro il terremoto’ fatto da chi è rimasto fuori di casa, come il regista. Una storia purtroppo già raccontata dai media, con uno stato di emergenza e urgenza che ha il tragico paradosso di rinnovarsi, di procrastinarsi. Il film ha un tono diverso, devia dall’ultim’ora. Racconta cosa accade a chi perde quasi tutto, da un anno a qui, a noi. Racconta come si sopravvive, e come poi si continua a vivere, nell’attesa di un intervento, da attendere. Non c’è (solo) dramma in questo racconto. C’è il dolore, la perdita, lo sbigottimento. E c’è un lampo, di volontà, di umanità, di auto-organizzazione. Non c’è retorica, al suo posto c’è chi trova ironia, il calore di una battuta. Il lampo per un sorriso. C’è il tentativo di smettere di sopravvivere – chi ha potuto, lo ha già fatto. C’è il tentativo di vivere. Scuotersi, dopo la scossa. E allora Baldoni intraprende un road-movie tra strade dissestate, con incontri in una Pro Loco divenuta una sorta di isola comune; tra villeggiature forzate al mare; scuole improvvisate, palestre divenute studi di psicologo, alternanze tra mondo web e racconti di anziani; o un eremita che solitario fa qualcosa che rappresenta decine di migliaia di persone. Ne La botta grossa si piange, e si ride. E si ricostruisce un’umanità sostenibile. Un film che parla di alcune persone in alcuni luoghi. E a tutti i cittadini di tutta Italia.

Sinossi
Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite.

Il film
Pur non avendo fatto vittime La botta grossa è stata la scossa più devastante che si ricordi da decenni. I danni sono stati gravissimi: interi paesi distrutti, 40.000 persone sfollate e una situazione psicologica ancora oggi, un anno dopo, da centro psichiatrico a cielo aperto.

Il documentario racconta le ferite che hanno segnato le vittime della catastrofe attraverso alcune storie - spesso dolorose, a volte paradossali, altre perfino divertenti - girate tra Umbria e Marche.

Il film punta a raccontare soprattutto quanto le persone sono state capaci di cavare da sé in condizioni così estreme, mostrando come, anche in tempi di imperante individualismo, sentirsi parte di una comunità possa spingere a reagire - tutti insieme - alle carenze istituzionali e all’angoscia del vuoto personale.

Se è vero che in un futuro prossimo potremmo essere costretti ad abituarci (merito nostro?) alle alluvioni, alle inondazioni, agli uragani e agli incendi, le testimonianze e le situazioni di “La Botta Grossa” ci danno alcune indicazioni sulla capacità di reazione delle persone di fronte alla forza straordinaria della natura.

È un documentario “fuori moda”: ho voluto far parlare le persone in macchina, oppure filmarle mentre fanno qualcosa ma ogni tanto rivolgono parole e sguardi allo spettatore, facendolo partecipare. Piuttosto che scegliere la strada del “finto vero” in cui la macchina da presa sembra nascosta, ma è lì, tutti lo sanno e tutti cercano di comportarsi come se non ci fosse. Ma qui è stato anzitutto il calore emotivo della situazione a spingermi a mettere da parte le convenzioni formali più accreditate… (Sandro Baldoni)

Genere: Documentari

Durata:82 minuti'

Regia: Sandro Baldoni

Cast:

Data Uscita:20 novembre 2017

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